La guerra delle donne: l’emigrazione femminile in Sud America e la Grande Guerra

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Salvo Catalano, Anna Castiglione, Nicolò Mineo, Alberto Micalizzi e Mario Tropea.

Relatore Alberto Micalizzi, corrispondente “Progetto Sicilia nel Mondo”

Si è parlato di “La guerra delle donne: l’emigrazione femminile in Sud America e la Grande Guerra”, nella sede della Società Giarrese di Storia Patria e Cultura, con il dott. Alberto Micalizzi. La relazione di Micalizzi è stata preceduta dal prof. Mario Tropea che ha parlato di “Migranti, Esuli, Profughi nella Letteratura” e conclusa dall’intervento del vicedirettore di MeridioNews dott. Salvo Catalano “L’immigrazione dramma contemporaneo”. I lavori sono stati aperti dal preside Carmelo Torrisi che ha salutato gli intervenuti e letto una breve biografia del dott. Micalizzi. Sono seguiti i saluti istituzionali portati dai presidenti giarresi: prof.ssa Anna Castiglione, FIDAPA e dal Prof. Nicolò Mineo, Società di Storia Patria.  L’evento culturale è stato curato e organizzato in sinergia dalla Società Giarrese di Storia Patria, dalla FIDAPA e dal Comune di Giarre.   Continua a leggere
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Il Sud fra i principali luoghi storici di diffusione della pasta. I primi spaghetti occidentali secchi furono inventati in Sicilia

Taccuino_Sanitatis_Casanatense_4182_opt-276x300Quando si parla di pasta la prima allusione va a quella originaria miscela di farine di cereali e acqua che tutti conosciamo e che vanta origini antichissime. Sebbene oggi sia a buon diritto uno degli emblemi della gastronomia italiana nel mondo, è opinione consolidata degli studiosi che essa, nelle sue forme più semplici, sia stata presente in diverse parti del continente eurasiatico fin da tempi remoti, affermandosi – in maniera parallela ed indipendente, e senza reciproche influenze – dall’estremo oriente cinese fino alla penisola italica. Continua a leggere

Anche sulla cultura l’Italia si è fermata a Napoli

Nino Musumeci

Nello Musumeci

 

Anche sulla cultura l’Italia si è fermata a Napoli.
Leggo sgomento che nessun teatro siciliano è stato inserito dal governo Renzi nella lista di quelli di prima fascia.
Eppure da noi abbiamo produzioni ed eccellenze. Mentre tutti sono in crisi, alcuni teatri siciliani – come lo Stabile di Catania e il Biondo di Palermo – hanno raggiunto percentuali di crescita notevoli.
Ma a Roma non interessa niente. I teatri siciliani esclusi. Nessuno meritevole di una “valenza nazionale”.
Questa, la terra di Pirandello, di Angelo Musco, di Turi Ferro, di Leonardo Sciascia e – oggi – di Pino Caruso e Andrea Camilleri, solo per fare alcuni nomi, mortificata e tradita.

Nello Musumeci