Antonino Schiera, quando la poesia rispecchia la realtà sociale

schiera ed efrikian

Antonino Schiera e Laura Efrikian

Antonino Schiera nasce a Palermo in una famiglia di lavoratori, nel mese di Marzo del 1966. Sin da piccolo mostra di avere una grande vivacità, sensibilità e voglia di conoscere il mondo. Si diploma nel 1985 e comincia una collaborazione con due testate giornalistiche di Palermo: Giornale di Sicilia e L’Ora. Inoltre fonda e realizza il bollettino informativo per il Centro Culturale “Nuove Prospettive” di Palermo, esperienza quest’ultima breve ma molto significativa. Nel Giugno del 1992, vince il primo premio nazionale indetto dal mensile Millionaire, nell’ambito della creatività, della comunicazione e del marketing, con una sua idea personale ed originale.

Antonino, esordisce nel panorama editoriale italiano, nel novembre del 2013 con la sua prima silloge, una raccolta di Poesie, Aforismi e Dediche d’Amore che ha significativamente intitolato: Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni) . E’ un’opera, frutto di una profonda introspezione personale e delle sue esperienze di vita non indifferenti in Italia ed all’estero filtrati da una profonda sensibilità e generosità d’animo. Il libro è stato presentato, dopo la sua pubblicazione, in ben 9 incontri con il pubblico ed ha anche partecipato a diverse trasmissioni televisive (TRM Mattino) e radiofoniche (Radio In, Palermo; Radio Itaca, Marsala).percorsi

Il libro ed è stato recensito fra gli altri, da poeti scrittori e studiosi (Biagio Balistreri, scrittore e poeta romano ma che vive a Palermo; Anna Vincitorio, scrittrice, docente e studiosa, napoletana di origine ma che vive a Firenze. Notevoli e positivi sono anche i diversi commenti positivi da parte dei lettori, annoverati dal libro e dalle successive poesie e scritti vari. L’autore è inoltre presente con altre poesie inedite in varie raccolte di poeti e scrittori. Citiamo il libro “Scrivi col Cuore” Kimerik Edizioni e “Giustizia e Libertà” Il Mio Libro Edizioni. Attualmente Antonino Schiera, oltre che continuare a scrivere, collabora con Giornale Cittadino Press una testata giornalistica di Palermo, per il quale scrive articoli prevalentemente di cultura e analisi politica, sociale ed economica.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro di poesie?

Il libro è stato vergato, è divenuto tale in un arco di tempo lungo circa un anno, periodo durante il quale mettevo nero su bianco le mie impressioni, le mie sensazioni, i miei sentimenti, le mie osservazioni. Come spesso accade in questi casi, ho semplicemente trasformato in poesia, in puro romanticismo, sempre comunque allacciati alla realtà, il dolore, il disorientamento, ma anche la paura che mi sono derivati da un cambiamento radicale nell’ambito delle mie relazioni sentimentali e familiari. La spinta poi a rendere pubbliche le poesie è derivata dalla considerazione che quando una persona ha qualcosa da dire, da esprimere, non necessariamente scrivendo, è giusto che lo faccia, è giusto che trasmetta questo dono ai lettori. Un po come fanno i pittori, gli scultori, i musicisti che donano al pubblico il proprio talento, rendendo in tal modo il mondo più bello. Tanto che molto spesso negli ambienti culturali si sente dire una frase che personalmente condivido: sarà la bellezza a salvare il mondo.

Parlami della tua amicizia con Laura Efrikian e dell’ amicizia con il Professore Luigi Consiglio.

Nel momento stesso in cui, circa due anni, fa il libro è stato pubblicato, ho cominciato a guardarmi attorno e a studiare il sistema per farmi conoscere come autore. Come tutti fanno in questi casi ho cominciato ad organizzare le presentazioni, le partecipazioni in televisione ed alla radio, la raccolta di commenti e recensioni, ma anche la vendita del libro. Un lavoro abbastanza impegnativo che ha dato i suoi frutti anche grazie al fatto che collaboro con Giornale Cittadino Press, dedicandomi principalmente alla stesura di articoli inerenti il mondo della cultura.  Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Laura Efrikian a seguito di una cena di beneficenza a Palermo ed alla sua partecipazione ad una presentazione a Spazio Cultura dove l’ho intervistata. Sono rimasto molto contento ed anche emozionato per un suo commento molto positivo del mio libro, parole sincere scritte da una persona molto sensibile.

E Consiglio?

Il Prof Luigi  Consiglio, editore, dottore in economia, è un caro amico dei mie genitori che, quando ha saputo che avevo pubblicato un libro, non ha perso tempo a dedicarmi una bella recensione all’interno della sua prestigiosa rivista Il Bandolo. Naturalmente sono grato anche a lui per l’incoraggiamento a continuare.

Che messaggio vuoi trasmettere con le tue poesie, qual’è la poesia che più ti rappresenta?

Il poeta romano Biagio Balistreri in una sua recensione ha scritto del mio libro che i temi di fondo trattati  sono sostanzialmente quattro: l’amore, gli elementi della natura, gli aspetti del quotidiano e la riflessione sulle relazioni con il prossimo e sui criteri da adottare nel rapportarsi con il mondo. Penso che questa riflessione rappresenti bene quanto desidero trasmettere ai lettori, una raccolta di poesie, aforismi e dediche d’amore che è stato definito da altri una sorta di inno alla vita, ma anche una ricerca introspettiva all’interno di noi stessi. Aggiungo che il mio desiderio è anche quello che la lettura delle poesie possa instaurare una riflessione ed un dialogo interiore nei lettori, che possa portare al miglioramento ed allo sviluppo.

Non credo che ci sia una poesia che mi rappresenta in particolare in quanto ciascuna attinge dal vissuto personale, ma che assume carattere universale. Se proprio devo citarne una, Lande è una poesia che ricorda sentimenti che ho provato molto intensamente: nostalgia, solitudine, lontananza. Questa poesia nasce dall’avere incrociato casualmente e per pochi secondi lo sguardo di una donna immigrata in Italia e molto lontana dalla sua terra di origine, un incontro che mi ha ricordato quando anche io ero un immigrato riallacciandomi alle sensazioni che provavo. Ma penso che tutto il libro valga la pena di essere letto magari a pillole e lentamente in modo da potere sedimentare e sviluppare i temi trattati.

Chiara Fici

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