IL MISTERO ED IL DESTINO DI ETTORE MAJORANA, IL GENIO DI VIA PANISPERNA – SECONDA PARTE

IL VIAGGIO IN GERMANIA

La piena consapevolezza della situazione della Fisica Atomica e dei suoi progressi Majorana l’ebbe alla fine del gennaio 1933 durante un viaggio in Germania (Lipsia) e Danimarca (Copenaghen) dove, in nove mesi, incontrò i maggiori fisici e scienziati del tempo, specialmente Werner Heisenberg, uno dei più autorevoli ricercatori della Germania nazista, con cui ebbe diversi confronti sulle sue teorie. Fu proprio Heisenberg a confermargli che la scienza era di fatto influenzata dalle spinte dei poteri politico e militare (come a dire, è la nostra interpretazione, che tutti gli studi scientifici dovevano mirare al consolidamento del potere economico delle nazioni forti su quelle più deboli e alla creazione di un’arma in grado di imporre tale dominio con la forza).
Durante il soggiorno in Germania Majorana fu testimone alla presa del potere dei Nazionalsocialisti di Hitler. Mentre la sua opposizione all’utilizzo del nucleare per scopi militari fu sempre netta, non altrettanto si può dire della sua opinione sul regime Nazista. Dalle lettere che egli scrisse ai genitori si legge: Continua a leggere

Maria Oliveri vicepresidente “Il Genio di Palermo” ci conduce oggi a visitare la cripta Lanza, e il sarcofago della famosa Baronessa di Carini

baronessa carini

Baronessa di Carini

E’ una splendida mattinata di sole e mi accingo con la mia amica Maria, che fa parte della Associazione “Il Genio di Palermo ” che  si diletta anche a fare da “Cicerone” ai tanti turisti che affollano Santa Cita e la vicina Chiesa di San Mamiliano che fu vescovo martire, la Chiesa, una delle più belle di Palermo, è  dell’inizio del 1600.Dietro l’altare si trova l’arco del Gagini che rappresenta storie della vita di Santa Cita, sono raffigurati anche vescovi e prelati e lateralmente sulla destra, la Cappella del Rosario realizzata con marmi policromi; si possono ammirare bassorilievi di Gioacchino Vitagliano, cognato del Serpotta; questa Cappella eseguita su modello in creta del Serpotta ed affreschi di Pietro Dell’Aquila. Ancora ,sulla destra della Cappella di Santa Rosalia, dove si può ammirare la statua della Madonna della pietà, attribuita a Giorgio da Milano tardo 1440), e l’arco del Gagini che raffigura l’imperatore Ottaviano e la Sibilla cumana. La Cappella ospita anche la tomba di Caterina Platamone e  di Giuseppe Platamone. A Sinistra dell’altare, si trova la Cappella Lanza. Da subito l’occhio cade sul maestoso sarcofago di Ottavio Lanza (simile a quello di Federico II );esso è in porfido rosso simbolo dell’imperatore, quello di Ottavio Lanza in pietra grigia di Billiemi. Accanto ad Ottavio, Dorotea, la figlia che aveva sposato il Principe di Valguarnera. Il sarcofago è realizzato con marmo che non esiste più, il libeccio, che si estraeva dalle cave di Custonaci (TP). Continua a leggere

Storia: Nina Cangialosi e la sua grande “passione” per una figura misteriosa che ha segnato un epoca, Giuseppe Balsamo Conte Di Cagliostro

nina cangialosi

Nina Cangialosi

Palermo, antica città d’arte, ricca di storia antica e di storie comuni, ha dato i natali ad una delle figure più particolari del Settecento: Giuseppe Balsamo. La sua più “fedele” ammiratrice e studiosa è certamente Ninetta Cangialosi che da anni, si dedica allo studio e alla raccolta di testi. A tal fine costituisce la “Cagliostro società  cooperazione” al fine di sviluppare attività  culturali e non solo ,inerenti alla figura del grande personaggio.

Ninetta Cangialosi ha scritto il libro ” Da Oriente ad Occidente Io, Giuseppe Balsamo Conte Di Cagliostro”, inoltre alle tante poesie che ha scritto, ha collaborato con il figlio alla realizzazione di un CD dal titolo “Cagliostro ed il secolo dei lumi”, che vuole dare una più precisa identità  storica a Giuseppe Balsamo alias Conte Di Cagliostro. Continua a leggere

SLEEPING BEAUTY. Il Caso di Rosalia Lombardo, la piccola mummificata a Palermo

Rosalia Lombardo in una Fotografia di William Allard - National Geographic

Rosalia Lombardo in una Fotografia di William Allard – National Geographic

Un itinerario alternativo per turisti, visitatori e vacanzieri che si trovano a Palermo è il Convento dei Cappuccini, noto in tutto il mondo per la presenza nei sotterranei di innumerevoli catacombe . Le gallerie furono scavate alla fine del ‘500 e formano un cimitero di forma rettangolare. Un inventario dettagliato delle salme mummificate non esiste, anche se si è calcolato che all’incirca raggiungono le 8.000.
La visita inizialmente risulta un po’ inquietante, ma il trovarsi faccia a faccia con questi cadaveri ci da molto spunti per riflettere sulla caducità della vita e per meglio comprendere l’idea di morte che nobili e clero siciliani avevano di se stessi e dei loro destini.
Il National Geographic, ritenendo il sito di notevole importanza sotto il profilo storico-medico, ha finanziato il progetto Mummie Siciliane per studiare i dettagli su come si viveva e si moriva sull’isola tra il XVI e il XX secolo. Continua a leggere

Non puoi conoscere l’Italia se non conosci la Sicilia ….non puoi conoscere la Sicilia se non conosci Randazzo

RANDAZZO ( RANNAZZU)

Dipinto di Santina Gullotto

Dipinto di Santina Gullotto

Come molte città della Sicilia, le origini si perdono nella notte dei tempi e, come tradizione ottocentesca, ognuno voleva dare alla propria città nobili origini, se non proprio “divine”. Continua a leggere

Il Mito di Ulisse, l’uomo che ha sfidato il mare.

Lara Di Fonte

Lara Di Fonte

Quando partì per andar in guerra, lo fece con un contingente di dodici navi; lasciò la sua amata moglie Penelope e suo figlio Telemaco il quale, passati anni dalla sua partenza ed ormai adulto, decide di cercarlo. I Proci (109 giovani nobili di Itaca e delle terre vicine), si erano stanziati perché pretendenti di sua madre.
Atena (Minerva dea della guerra) spinta da compassione, decide di chiedere aiuto a Zeus per il suo rientro a casa.

E’ così che comincia il poema che Omero a lui dedicò (VIII-IX sec. a.C.) suddiviso in 24 canti:
Telemachia I-IV
Viaggi di Ulisse V-XII
Ritorno e vendetta di Ulisse XIII-XXIV.
Tramandato oralmente da aedi e rapsodi, il poema divenne forma scritta per volere di Pisistrato, tiranno ateniese (che ringraziamo ‘solo’ per la gentile collaborazione).

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